Il Made in Italy è “un insieme di fattori culturali, artistici e sociali” che interessa molti settori: moda, design, artigianato, lusso, food. Il Made in Italy esprime creatività e bellezza, racchiude spesso una accurata artigianalità e dà vita a prodotti unici.  

Questi prodotti racchiudono spesso storie straordinarie che è bello poter raccontare perchè oggi i consumatori sono diventati più esigenti, non vogliono solo comprare un determinato prodotto ma vogliono conoscere le sfumature della storia, il luogo di provenienza e i protagonisti. Trovare le peculiarità e narrare è di grande aiuto al brand. Un contenitore di storie, molte del Made in Italy, come i jeans Tramarossa gli sci di Zeroski o i gioielli di Veronica Tordi, è 1558magazine.it. 

bicicletta in legno di lusso

Iconica bicicletta CarrerBikes “Maranello”. Ph. Luca Masarà

Qualche anno fa, l’imprenditore veneto Gianni Carrer ha l’idea di costruire delle biciclette con il telaio in legno. Era il 2013, un’operazione relativamente nuova. Casi simili ce n’erano ma questa volta non era l’esercizio di stile di uno o più artigiani. La bicicletta era l’aggregazione di alte competenze di più settori: ingegneri, designer, architetti, produttori di ruote e carpentieri. Un intero mondo Made in Italy. In più per la prima volta, la costruzione avveniva in un cantiere, affidata a maestri d’ascia, ovvero ad artigiani abilissimi ed esperti della lavorazione del legno.

L’idea prese forma – non a caso – in un cantiere nautico, tra restauri filologici e costruzione di nuove imbarcazioni in legno. In un luogo cioè che assembla creatività ed esperienza dando vita a capolavori di barche, e ora anche biciclette. La bicicletta, un autentico capolavoro, una volta creato è stato raccontato attraverso lo storytelling, il sito web, i canali social e altre attività di rp e comunicazione, come l’ufficio stampa.

Per comunicare un’azienda del Made in Italy, da cosa si parte? 

CarrerBikes azienda Made in Italy

1 – Conoscere la realtà del cliente.

Mi piace pensare che il comunicatore sia una persona arguta munita di spirito di osservazione, capace di fare domande, di ascoltare e attivare connessioni tra cose e persone. Credo che in questo mestiere sia necessaria una certa propensione all’indagine (della persona che ci sta di fronte, della realtà che dobbiamo analizzare) unita alla volontà precisa di entrare in relazione, di attivare scambi umani. È attraverso la profonda conoscenza che scaturiscono le idee per comunicare.

Nel caso di CarrerBikes le informazioni si raccolgono in cantiere, accanto agli artigiani all’opera, parlando con il CEO dell’azienda o con il produttore vicentino di ruote, Pippowheels, che ama sperimentare. Spesso nei momenti informali quando – da bravi veneti – le ispirazioni scaturiscono intorno al tavolo da lavoro imbandito con pane, salame e un buon vino rosso.

2 – Saper trovare le notizie  

Spesso mi sento dire che le notizie non ci sono. Che un comunicato stampa non si può fare perchè non c’è niente di nuovo, che un articolo non si può scrivere perchè non si sa cosa dire. Per noi comunicatori significa non avere il pane, il rifornimento. Il vantaggio di un comunicatore è riuscire a guardare e indagare quella realtà con un occhio nuovo e, di conseguenza, trovare le notizie per far parlare dell’azienda del prodotto, della storia, anche quando apparentemente non si sono. Le aziende, gli imprenditori, devono lasciarsi prendere per mano ed essere accompagnate in questa strada.

3 – Stringere relazioni

Non esiste lavoro di comunicazione a distanza. Frequentare è il primo passo per conoscere. Non solo perchè è molto difficile parlare di qualcosa che non si conosce perfettamente, che non si ha mai visto o che non si vede spesso. Si parla tanto di “studio della realtà del cliente” ma lo studio non è solo carta (bilanci, progetti, piani di comunicazione,…) ma anche presenza. Partecipare significa entrare in sintonia, far proprio quel mondo. In questa realtà molto fluida, molto digitale, il guardarsi negli occhi, stringersi la mano, cogliere la luce di uno sguardo, ascoltare, sono spesso risolutori. Per questo le scintille di molte idee nascono dagli incontri e i brainstorming funzionano ancora.

4 – Storytelling aziendale

Il racconto è prima di tutto un bisogno. Uno dei libri più belli di tal senso è ancora Storie che incantano di Andrea Fontana. Cresciamo e ci nutriamo da piccoli di racconti e ne siamo immersi ogni giorno. Ma non tutti sono belli e non tutti utili, e poiché abbiamo sempre meno tempo per informarci, chiediamo contenuti interessanti e capaci di emozionare. Un racconto non è mettere delle parole in fila, ma creare trame, personaggi, inizi, svolgimenti ed epiloghi. La capacità di scrivere e di osservare, e la conoscenza delle dinamiche di un racconto, sono funzionali allo storytelling delle aziende. E ogni azienda ne ha bisogno. Lo storytelling non solo si colloca dentro piani di comunicazione aziendale ma è anche funzionale ad essi.

Nel caso di CarrerBikes la storia è ricca di fascino e bellezza; raccontarla è sempre piacevole (qui il racconto “Le biciclette che nascono insieme alle barche”).

About the Author: Anna Romanin

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By Published On: Novembre 24th, 2019Categories: comunicazioneTags: , , , , ,