Chi ha visto come me lo spettacolo Palcoscenici di Pace nel più antico teatro di Venezia ancora oggi esistente, ovvero il Goldoni, lo scorso giugno, ha ammirato il grande potere dell’arte: parlare un linguaggio vivo. Un linguaggio che comunica attraverso colori, segni, voci, corpi. Le stesse cose immagino le abbia colte chi non necessariamente è un cultore d’arte ma è appassionato della vita in senso ampio, perchè la vita si intreccia inevitabilmente con colori, segni, voci, corpi in movimento.
«Tutti dovremmo riflettere su quanto necessaria e importante sia la Pace. Noi artisti lo facciamo attraverso la nostra Arte. C’è sempre più bisogno di cura, attenzione, emozioni, e di continuare a credere in una comunità che funzioni attraverso il supporto di ciascuno, come è successo per Palcoscenici di Pace. Gli atti di generosità e gentilezza sono circoli virtuosi, insieme si può molto.» Manuela Massimi, attrice, responsabile progetti Cinema e Estero della Compagnia Teatrale Pantakin e Presidente dell’Accademia Teatrale Veneta






Per circa due ore il palcoscenico del Goldoni è diventato un “megafono per la pace“ attraverso il linguaggio non violento e universale dell’arte. Una performance corale ha messo insieme senza confini letture, pièce teatrali, coreografie, musica, canto e momenti di riflessione. Uno spettacolo che è riuscito a comunicare molto
Lo spettacolo è stato ideato da Manuela Massimi, socia e attrice della Compagnia teatrale Pantakin – il produttore esecutivo dell’evento – con l’adesione del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro La Fenice. È stato realizzato grazie alla generosità di oltre 40 artisti che hanno o hanno avuto un rapporto con la città di Venezia e ho avuto la gioia di seguirne l’evoluzione finale e la comunicazione, un progetto che ho sposato immediatamente non solo per l’entusiasmo di Manuela ed Emanuele in primis, ma per il suo messaggio e per l’aiuto concreto che è stato in grado di portare (all’Ucraina attraverso la Caritas) e la sensibilizzazione su temi attualissimi, come la guerra e la pace, l’arte come mezzo di comunicazione vivo e noon slegato dal reale, il ruolo dei giovani nel teatro e riflessioni su ciò che come eredità lasceremo loro.
«Il lavoro di Pantakin è sempre stato molto legato a Venezia. L’unicità di questa città, ma anche la sua fragilità, la necessità di cura estrema e di grande attenzione, il bisogno di creare progetti che la rivitalizzassero e che non la lasciassero sola in balia del turismo di massa, ci hanno spinto a partire dai giovani, che in questa culla trovano il luogo ideale per iniziare il loro percorso artistico. Giovani diplomati sono nel tempo entrati in Compagnia ed ora ne costituiscono nuova linfa. Insieme continuiamo a costruire ponti di comunicazione, ad abbattere barriere e a creare Palcoscenici di Pace per trovare nuovi incontri, sviluppare nuovi linguaggi e rinnovare quel fermento che da sempre ha caratterizzato una città ed una regione tanto lungimirante e innovativa.»
Manuela Massimi

Il 16 giugno 2022, 40 artisti di tutte le età, da noti professionisti a giovani allievi di teatro, hanno donato il loro tempo e il loro lavoro per realizzare
“Palcoscenici di Pace” a Venezia, uno spettacolo dal vivo di prosa, musica, canto, lettura, danza, pittura, e riflessioni sul tema della PACE. Credit photo: Loredana Bosco.
L’idea è nata dopo che quattro ragazze ucraine, costrette a interrompere il loro percorso di formazione a causa della guerra, sono giunte a Venezia attraverso il progetto Stages for Ukraine di Matteo Spiazzi e Katia Tubini e ospitate presso l’Accademia teatrale Carlo Goldoni, con la quale Pantakin collabora dalla sua fondazione. Manuela Massimi e Emanuele Pasqualini, soci di Pantakin, hanno lavorato con le allieve e agli allievi dell’Accademia teatrale Carlo Goldoni e numerosi artisti generosi, che si sono messi a disposizione: gli attori Giulio Scarpati, Andrea Pennacchi, Anna Zago, Nicoletta Maragno, Isabella Caserta, Irene Silvestri, gli autori Alberto Toso Fei e Massimo Bustreo, la coreografa e danzatrice Laura Moro, il duo Stillwater di Teti Cortese e Leonardo Bosello, la cantante lirica Anna Sanachina, i musicisti Giulia Vazzoler, Flavio Costa, Thierry Di Vietri, il Maestro Giorgio Celiberti (leggi l’approfondimento sull’artista Giorgio Celiberti leggendo l’ultimo articolo a lui dedicato) che ha donato serigrafie inedite.
È nato così “Palcoscenici di Pace”.

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